Spaghetti arcobaleno

Oggi vi racconto un’attività che ho proposto ai miei bambini che hanno trovato alquanto sorprendente..gli spaghetti arcobaleno.

Cuocete mezzo kg di spaghetti fino a farli diventare scotti, scolateli e lasciateli raffreddare.

Prendete dei recipienti (ciotole, piattini, teglie) in cui lavorerete i vostri spaghetti 😊

Il gioco sta nel colorare con la tempera delle piccole porzioni di pasta a mani nude o con qualsiasi attrezzo vi capiti a tiro.

I bambini apprezzeranno molto l’idea di toccare e pasticciare la pasta senza regole. I rumori che producono gli spaghetti tra le dita, le sensazioni tattili, le combinazioni dei colori contribuiranno a rendere l’attività una opportunità di crescita e di conoscenza di se’ e dell’ambiente e lo capirete anche voi se vi metterete in gioco 😊

Una volta finito di colorarli, lasciateli asciugare su un paio di vassoi così da poterci giocare in un secondo momento tagliandoli con coltelli, rondelle, forchette, mani, forme per biscotti o per fare composizioni artistiche uniche e speciali 😉

L’acqua… una tortura

Spesso il momento del bagnetto che tutti decantano come un momento di relax per il bambino può rivelarsi una vera tortura, per mamma e bambino. Per non parlare della piscina che tanto è utile per lo sviluppo psicofisico dei nostri figli.

Come fare allora per rendere l’acqua piacevole?

Innanzitutto, la prima cosa da fare è comprendere se si tratta di paura dell’acqua (di affogare, di non toccare, etc) o di un fastidio legato all’essere bagnato o al momento stesso del bagno (schizzi, fondo scivoloso, essere nudi, etc.).

Qualsiasi sia la motivazione sottostante va trattata con delicatezza onde evitare di peggiorare la situazione e di creare una vera e propria fobia.

L’acqua è un elemento con cui noi ci interfacciamo, ma non è il nostro habitat naturale e questo lo sanno bene i nostri geni. La paura, infatti, è una reazione istintiva a qualcosa di ignoto che non conosciamo, che non padroneggiamo e che non ci fa sentire totalmente al sicuro. La paura è un salvavita: ci permette di difenderci e/o di fuggire di fronte ad un pericolo reale o potenziale.

L’acqua d’altro canto deve diventare un’alleata, un’amica.

Per fare ciò come prima cosa, è necessario che l’acqua entri il più possibile nelle nostre giornate in diversi modi:

  • l’acqua ci permette di stare bene: è la cosa di cui abbiamo più bisogno per vivere;
  • l’acqua può essere un gioco: al parco o a casa l’acqua può essere un elemento con cui fare i travasi o utile per le costruzioni;
  • l’acqua serve a lavare le cose: farsi aiutare a lavare frutta e verdura o i vestiti delle bambole o con una spugnetta ben strizzata le varie superfici o giocattoli o monopattini o palle;
  • con l’acqua si può colorare: gli acquarelli o la tempera diluita o il ghiaccio colorato;
  • l’acqua è intorno a noi: abituare ad osservare che è presente ovunque andiamo (le fontane o le fontanelle da cui beviamo o i fiumi/laghi/mari)
  • l’acqua è un luogo in cui alcuni esseri viventi abitano: leggere libri o vedere documentari che raccontino gli animali acquatici.

Successivamente sarà utile raccontare al nostro bambino quanto l’acqua sia stata e sia presente nella nostra vita e quanto ci sia utile e quanto allontanarci da essa giochi a nostro sfavore. Per questo diventa necessario attingere da aneddoti ed esperienze nostre o di amici/familiari al mare/al lago (sub, snorkelling, viaggi su traghetti/navi) che permettano al bambino di immedesimarsi e di prefigurarsi in un futuro a breve/medio termine. E’ bene che si raccontino sia esperienze piacevoli, emozionanti, memorabili che anche le proprie titubanze e paure che però non sono state limiti ma motori per superarle.

Infine, rendere ogni momento nell’acqua e con l’acqua il più divertente possibile.

In commercio esistono molte soluzioni che possono venirvi in soccorso soprattutto se si pensa al momento del bagnetto (la marca Tinti si trova facilmente e colora l’acqua in diversi modi con i sali o i coriandoli o pastiglie o schiuma, da Imaginarium si trovano pennarelli per il corpo e la vasca), ma basta anche solo un pò di creatività ed usare ciò che si ha in casa, come spugne, imbuti, cucchiai, ciotoline.

Per la piscina conviene affidarsi a corsi che usino il gioco come “strumento” principale ed accertarsi che il maestro sia una persona empatica in grado di capire e guidare vostro figlio.

Se e/o quando optate per un momento insieme in acqua che sia al mare o in piscina, supportate sempre il vostro bambino senza sminuire i suoi timori, ma ponendovi come àncora.

La chiave di svolta per affrontare questa loro avversione sta nello stargli vicini, SEMPRE, per evitare che si sentano soli, per tranquillizzarli e farsi raccontare cosa stanno provando, per ricordargli che possono contare su qualcuno che può proteggerli e farli stare al sicuro.

E’ meglio evitare, per cui, qualsiasi sia l’età di nostro figlio:

  • frasi sgradevoli che lo facciano sentire inadeguato, quali “guarda i tuoi amici come nuotano felici”, “è solo una doccia cosa vuoi che sia?”
  • imposizioni e forzature;
  • rigidità e chiusure da parte nostra “finchè ti comporti così non contare su di me”

Insomma, parlare e ridere sono le parole chiave da tenere a mente 😉

I libretti per conoscere il mondo

I libretti fotografici fai da te sono pensati per chi ha un marito/moglie che viaggia spesso o per prepararsi ad un viaggio o solo per avere uno scenario più completo del mondo in cui viviamo.

Lo scopo è quello di creare un libricino facilmente maneggevole che ritragga immagini realistiche e che mostri le peculiarità e caratteristiche di un luogo per comprendere di cosa si sta parlando (non solo concetti astratti), per conoscerlo e familiarizzarci, per poterne vedere e apprendere le diversità rispetto alla nostra cultura, al nostro modo di vivere.

Se poi la creazione viene fatta a quattro mani, ovvero coinvolgendo in qualsiasi modo i vostri bambini seguendo le vostre direttive la soddisfazione e l’entusiasmo saliranno alle stelle.

Per non sprecare troppo tempo nella ricerca di immagini rappresentative (che coinciderebbero con una conoscenza approfondita del luogo) e per non spendere troppi soldi nella stampa a colori, vi consiglio di rivolgervi ad un’agenzia di viaggio e recuperare depliant che abbiano molte fotografie.

 

A quel punto sarà necessario trovare un portafoto vecchio stile, quelli con le pagine trasparenti. Se non li avete in casa, li vendono ancora presso chi stampa le fotografie.

Ritagliate le immagini, incollatele su un foglio bianco della misura corretta e una volta terminata godetevi la vostra creatura 😊 Ricordatevi di ritagliare anche un’immagine di una mappa così poi da poterla individuare su un mappamondo.

 

Se l’idea vi appassiona, vista anche la facilissima realizzazione, una variante tematica per bambini più piccoli con lo scopo di imparare nuove parole come alternativa ai primi libretti che spesso ritraggono soggetti disegnati e non realistici, potete fare anche libretti di animali o persone o oggetti o cibi. Qualsiasi giornale, depliant dei supermercati potrà venirvi in aiuto.

Buon lavoro e buona “lettura” alla conoscenza del mondo seduti a casa 😊

 

Mammerun

Siamo tutte mamme di corsa, ma quante volte ci capita di scegliere di correre?

Mammerun nasce dal desiderio, o meglio dalla necessità di una mamma, Mariangela Mango, di prendersi uno spazio proprio per estraniarsi ed evadere qualche istante da quella che una vita con tre figli in cinque anni ti riserva.

Con un po’ di musica  e un paio di scarpe da ginnastica Mariangela e’ riuscita a rifocillarsi e a ricaricarsi per tornare a casa dalla propria famiglia più energica e rilassata.

E quando una mamma scopre quale è la modalità per prendere un po’ di respiro ha subito voglia di condividerla con le altre mamme che spesso si sentono sole e in affanno.

Da qui la voglia di organizzare un evento (alla sua seconda edizione) pensato proprio per quelle mamme che vogliono con la loro famiglia al seguito, stare insieme e condividere del tempo facendo una corsa o una camminata  con la libertà di scegliere tra due percorsi, uno da 2 km e l’altro da 5km.

Mammerun però non è solo correre.

Alla fine del percorso ci sono attività e tanto altro per i bambini: un punto ristoro con succhi, acqua, brioches offerti dagli sponsor, truccabimbi, bolle di sapone, laboratori di cucina, laboratori creativi. Si può chiedere di più? 😉

L’evento si terrà sabato 7 ottobre al parco di Pagano con ritrovo alle 10 e partenza alle 1030. Il costo è di 10 euro mamma, 15 euro mamma e papà, bambini gratis.

Per l’iscrizione, il ritiro del pettorale e qualsiasi altra informazione il sito è www.mammerun.com

Dido’ profumato

I bimbi ed io adoriamo il dido’ e con il primo week end di malanni abbiamo preso al balzo l’occasione e ci siamo rimessi ai fornelli a prepararlo ma con una novità.

Il dido’ regala un’esperienza sensoriale senza eguali e perché non arricchirla con qualche profumazione?

Così oltre a modellare con le mani, ad abbinare e mescolare i colori ora si può giocare immersi in profumi diversi. Il tutto senza rinunciare alla naturalità degli ingredienti e all’assenza di particolari pericoli e allarmismi nel caso fosse un pochino ingerito per sbaglio.

Ecco di cosa c’è bisogno:

– 2 bicchieri di farina

– 1 bicchiere di sale fino

– 2 bicchieri d’acqua

– 1 cucchiaio di cremortartaro (che si compra in farmacia)

– 4 cucchiai di olio di mais

– colorante alimentare (da mescolare per creare tinte diverse, come il viola grazie al blu e il rosso)

– aromi naturali per dolci.

Noi oggi abbiamo optato per :

– arancione al sapore di arancia

– giallo al sapore di limone

– viola alla vaniglia

e non vi lascio immaginare la felicità dei bimbi 😊

Appena li trovo proveremo anche fragola e menta 😉  E magari sperimenteremo anche qualche profumazione in erboristeria con effetti calmanti come la lavanda e/ o la camomilla 😊

 

Educare agli odori

Nelle esperienze sensoriali da proporre ai bambini spesso ci sono attività rivolte al tatto e alla vista, con il risultato che olfatto, udito e gusto vengono talmente sminuiti tanto che i bimbi fanno fatica a distinguere e raccontare le intensità e peculiarità di profumi, suoni e sapori.

L’idea che ho deciso di proporre e’ di facilissima realizzazione. Noi abbiamo attinto dal giardino in campagna, ma basta dirigersi in qualsiasi supermercato ( o ancor meglio vivaio) per poterla riprodurre. Se ci si fa accompagnare dai propri figli fin dalla scelta, la selezione, la raccolta o l’acquisto delle piante il tutto assume un tocco di magia e completezza maggiore.

Il primo passo da compiere è la scelta dei “campioni” di piante, che devono avere un forte e distinguibile odore, quali rosmarino, salvia, basilico, menta, timo, lavanda, citronella, foglie di limone o di pomodori.

Se è la prima volta che si trovano ad annusare questi profumi, conviene farli familiarizzare con ciascuna pianta, raccontandogli come si chiama ed eventualmente quale è il suo utilizzo (per es. la lavanda si usa per profumare gli armadi o ha proprietà calmanti, il basilico serve per fare il pesto, il rosmarino e la salvia si usano per insaporire piatti di carne o pesce, la citronella tiene lontane le zanzare, etc.).

Una volta che ogni profumo è associato ad una pianta, si può proporre al bambino di riconoscerli ad occhi chiusi, posiziondo ogni “famiglia” di foglia in barattoli coperti cosicché  non li possa vedere prima di annusarli.

Con poco tempo e poca spesa avete trovato un modo divertente per creargli un bagaglio conoscitivo diverso, per raccontargli la ricchezza e la forza della terra in cui viviamo e una scusa per cucinare qualche piatto saporito a cena 😊.

 

 

Parco della preistoria 🐊🦎

Tra le pubblicità che compaiono su FB mi sono “imbattuta” nella promozione di Groupon per visitare il parco della preistoria a Rivolta d’Adda e mi sono detta “perché no?”. La promozione prevedeva due ingressi per adulti e uno per bambini con uno sconto del 40% e anche se si sarebbero potuti usare fino a metà novembre, abbiamo preferito sfruttare la giornata di sole oggi, visto il tempo da lupi di ieri.

Il parco ti accoglie con un dinosauro all’ingresso e si estende per 100 ettari, che per una che non ha il senso della misura come me non significa molto, ma dopo circa 6 km di cammino hanno iniziato ad avere un valore significativo 😬 Non sottovalutate per cui il trenino (2€ a persona) che si trova all’ingresso o comunque attrezzatevi con un passeggino o mettete in conto soste.

Tutto il percorso è immerso nel verde (ed è per lo più ombreggiato) e così ogni incontro con un nuovo dinosauro diventa ancor più inaspettato e suggestivo.

Ma il parco della preistoria non è solo riproduzione di dinosauri (circa 50), ma anche un itinerario botanico; un’area con caprette, asini, pony, cavalli, daini; uno spazio per giocare enorme (oltre a scivoli, altalene anche una rete da pallavolo); un punto ristoro efficiente, veloce, non troppo costoso e di buona qualità (che è una rarità in parchi tematici come questo);un labirinto; il museo paleontologico e poi un bar alla fine del giro con un piccolo parco giochi..insomma ci sono tutti gli elementi per passare una giornata piena e all’aria aperta sicuramente differente da tutte le altri a soli 30 km da Milano.

A noi è piaciuto molto anche se Edo e Viola non hanno potuto coglierne il valore didattico.

I servizi funzionano bene, bagni puliti (con fasciatoi) e fontanelle e panchine sparse qua e là.

Per quanto mi riguarda non ho punti critici da segnalare, ma mi sarebbe piaciuto trovare nel menù anche un’offerta di frutta per le giornate calde, qualche gioco in più a forma di dinosauro o una maggiore interazione con quelli presenti (si può toccare e salire solo su uno) o con qualcosa d’altro  di attinente (percorso di impronte, riconoscimento denti carnivori ed erbivori, etc) e a mio avviso la possibilità di avere una fermata del trenino a metà percorso nell’area ristoro potrebbe essere una buona strategia e per recuperare chi come noi non aveva messo in conto di camminare così tanto 😉

Tutte le informazioni le trovate su http://www.parcodellapreistoria.it

🍃🍃Foglie, foglie, foglie 🍃🍃

Nella mia infanzia le due case di vacanza dei miei nonni sono stati luoghi magici pieni di ricordi. Ho immagini, odori, suoni, colori impressi nella mente.
La libertà, le scoperte, le sorprese, le conquiste.
Entrambe queste case non sono più di nostra proprietà, ma entrambe vivranno sempre in me.
Spero che possa essere così anche per i miei figli la casa di campagna dei miei.
Quest’anno che siamo senza macchina ci stiamo vivendo il giardino che ogni giorno ci regala qualche incontro speciale: ramarri, funghi, lucertole, farfalle, more, pomodori, grilli talpa, fichi, zucche, zucchine, melanzane, fagiolini, mirtilli, merli, grilli, cavallette.


Tra tante piante, colori e profumi non potevamo rimanere con le mani in mano e così oggi ci siamo messi all’opera e ci siamo dedicati alle foglie.
Come prima cosa ci siamo messi a girare in lungo e in largo per raccogliere più tipi di foglie, Edo le ha messe in ordine e poi le abbiamo appiccicate su un foglio per guardarne e toccarne le peculiarità e le differenze.


Poi abbiamo selezionato le foglie di fico (più grandi e resistenti), le abbiamo usate come stampini per fare carta da regalo. Come? Un rotolo di carta bianco come “tela” e grandi pennellate di tempera sulle foglie, poi con tutta la forza si sono pressate e il risultato è stato splendido 😊

Giocabosco

Ho conosciuto Giocabosco per caso curiosando in rete mete per gite fuori porta non troppo impegnative, ma ugualmente memorabili.

Inizialmente ero un po’ scettica, poi ho deciso di ascoltare l’istinto e di provare a fare qualcosa di totalmente differente dalle altre proposte opzionate per il nostro ferragosto di passaggio a Milano.

Giocabosco è un bosco che si trova in provincia di Brescia, abitato da gnomi e fate. E’ un luogo in cui la razionalità deve essere lasciata fuori dal cancello di ingresso per poter essere vissuto nella sua totale magia.

Il sito (giocabosco.it) fornisce tutte le informazioni necessarie, tra cui anche un vademecum su ciò che si troverà per evitare di deludere qualsiasi aspettativa o di incorrere in giudizi e lamentele immotivate.

Una volta entrati, abbiamo preso posto su uno dei tanti tavoli delle aree pic nic messe a disposizione, abbiamo atteso qualche minuto e l’avventura è iniziata. Ad accoglierci e spiegarci cosa sarebbe accaduto quattro fate che hanno magicamente trasformato i bambini in piccoli gnometti con cappelli rossi e pettorine blu. Poi ha avuto inizio la piccola passeggiata intervallata da spiegazioni incantate a suon di rima, l’incontro con il troll pietrificato, la visione del villaggio degli gnomi con piccole casette e panni stesi tra gli alberi, la “lezione” sulle regole per rispettare la natura e i suoi abitanti e l’area in cui i bimbi hanno conosciuto il bosco attraverso i 5 sensi. Poi una pausa per mangiare, chi il proprio pasto portato da casa, chi quello prenotato al bar e chi quello cucinato nell’area barbecue. Ricaricate le energie il bosco offre tantissimi altre cose da fare: pennarelli e matite con cui disegnare, una casetta di libri, un parco con scivoli, casette, un labirinto, una nave di legno, un’area dedicata ai più piccoli (0-3 anni), laboratori, un giro sui pony (al costo di 3 euro), il trucco, lo zucchero filato, un percorso avventura.

 

Insomma di attività ce n’è..sulla via di casa sfido qualsiasi bambino a rimanere sveglio J

Inoltre, Giocabosco si vede che è stato ideato e curato da una mamma, perché sono presenti una serie di attenzioni per i bambini, come un bagnetto con piccoli water e bassi lavandini, succo di frutta fresca, uno spazio in cui “salutare” i propri ciucci, trucco e zucchero filato inclusi nel prezzo, un cadeaux da portare a casa e soprattutto l’atmosfera magica che difficilmente i bambini scorderanno.

Sono stata felice di aver ascoltato quella vocina nella mia testa che mi suggeriva che sarebbe stata una giornata piena di sorprese, piena di suggestioni, in cui gli adulti possono tornare bambini e i bambini possono vivere in totale tranquillità e libertà un mondo che solitamente si trova solo sui libri.

 

Due piccole pecche a mio avviso: le dimensioni del parcheggio e i tempi di attesa tra una sosta e l’altra del percorso che hanno ritardato l’orario del pranzo rendendo irrequieti un po’ di bambini, ma forse entrambi questi punti “dolenti” sono stati dovuti al grande afflusso di famiglie a ferragosto.

Leggere è un regalo

Quest’anno per me è stata l’estate dei libri. Ne ho letti cinque in un mese e mezzo (complice anche una casa in vacanza in cui il cellulare faticava a funzionare) e ne ho comprati molti per i miei bimbi.

Chi mi conosce fin da quando sono piccola sa che non ho mai amato studiare, che rimanere sui libri per ore era per me una tortura ed eppure la mia carriera scolastica è durata tantissimo (senza neppure esser mai stata bocciata). Il mio percorso è stato un crescendo: alle elementari non ho mai brillato, alle medie gli insegnanti avevano consigliato ai miei genitori di iscrivermi ad una scuola professionale vista la mia scarsa attitudine a studiare, sono uscita dal liceo classico con il minimo, mi sono laureata con una media del 25 e mi sono specializzata in psicoterapia con la lode 🙂

Tutto ciò per dire che ho imparato gradualmente a comprendere quale ricchezza si nascondeva tra le pagine di ogni libro che mi passava tra le mani.

Ho compreso negli anni che leggere è un regalo.

Sì perchè oltre a conoscere nuovi mondi, nuove storie, nuove esperienze e nuove nozioni, leggere ti concede flessibilità mentale, ti permette di indossare occhiali da vista differenti per vedere la vita sotto diverse prospettive, ti aiuta ad arricchire il tuo vocabolario, ti concede di evadere comodamente sdraiato sul divano, ti sostiene nel tuo sviluppo cognitivo, emotivo e psicologico e così sono diventata una lettrice seriale di libri.

Da quando sono diventata mamma il tempo per leggere per me stessa è sempre stato poco ( e il cellulare è stata una distrazione molto più allettante perché mi permetteva di connettermi con il mondo adulto), i libri sostavano un’eternità sul mio comodino anche se la pila continuava ad aumentare perché non riuscivo a frenare la voglia di comprare per conoscere e svagarmi un po’. Ho deciso così di deviare lo sguardo e di inculcare ai miei figli lo stesso piacere e piano piano ho imparato a selezionare libri di qualità anche per loro.

Spesso si pensa che per i bimbi leggere sia noioso o che ci sarà tempo per “infliggergli” questo peso senza , invece, comprendere quale valore possa avere per loro ritrovarsi immersi in una storia di fantasia che può insegnargli qualcosa di nuovo. Ad oggi per fortuna le librerie dedicano spazi adeguati ad una sosta con la famiglia al completo, le biblioteche propongono incontri e letture per piccini ed esistono iniziative di volontari (genitori, educatori, librai, etc.) volte alla promozione della lettura di qualità, quale Flashbook che si è appena concluso ma che riprenderà il prossimo luglio, così come gruppi su FB dedicati allo scambio di opinioni sui libri per bambini e ragazzi.

Risorse e strumenti esistono per informarsi e per permettere ai propri figli di gioire di questi momenti e non è mai troppo tardi o troppo presto per iniziare. Leggere con i bambini oltre a fornirgli un bagaglio nozionistico e di valori senza eguali è un modo per poter stare in contatto e in relazione con loro. Vi guarderanno con occhi scintillanti e saranno coinvoltissimi se saprete immergervi con loro nella storia modulando toni, voci e gesticolando.

Fin da piccolissimi saranno attratti da quelle pagine che si girano e che nascondono colori, immagini e racconti differenti:

La lettura come esperienza ed attività. Fino ai 12 mesi si può optare per i libri di stoffa o di legno che regalano anche un’esperienza sensoriale (il tatto, il suono, il gusto ;)), ma anche i cartonati (per intenderci quelli con le pagine spesse) o i sonori riscuoteranno successo anche se meglio proporli quando saranno in grado di tenerli in mano ed interagirci da seduti. I libretti dedicati alle prime parole (i vestiti, gli animali, i mezzi di locomozione) con immagini il più realistiche possibili (fotografie o disegni semplici) non troppo pieni di contenuti e di dimensioni ridotte aiutano il bambino a comprendere che ogni cosa ha un nome e un suono e che anche loro prima o poi potranno sperimentarsi e farsi capire dal proprio interlocutore.

I libri come dizionario e guida pratica. Tra i 12 e i 24 mesi sono più indicate storie che rispecchiano le esperienze quotidiane del bambino (la famiglia, la casa, i giardinetti, la pappa, etc) in cui sono i bambini stessi o animali antropomorfizzati i protagonisti. I bambini a questa età sono in grado di maneggiare con sicurezza i libri e la presenza di alette o di parti tattili calamiterà ancor di più la loro attenzione, stimolandone la curiosità. Inoltre, gradualmente riusciranno a rimanere concentrati e a seguire il racconto per tempi più lunghi e apprezzeranno progressivamente storie un po’ più articolate e “complesse” e sarà piacevole vedere come a mano a mano indicheranno le immagini attribuendogli un nome.

Racconti per dare voce alle emozioni. Tra i 2 e i 3 anni i bambini amano storie capaci di mostrargli la parte emotiva, il susseguirsi di difficoltà in cui anche loro possono imbattersi, le paure che possono iniziare ad introdursi nella loro vita, le relazioni che incominciano a nascere oltre a quelle con mamma e papà (inserimento al nido/ a scuola, la nascita di un fratello/sorella, un’amicizia importante, il rapporto con i nonni). A questa età ascoltano attentamente la lettura di un adulto ed anche le fiabe più strutturate iniziano ad essere apprezzate. I bambini inizieranno ad esprimere le loro preferenze e capiterà che scelgano lo stesso libro in modo ossessivo. Seguiteli nelle loro scelte, proponendogli con costanza ma senza imposizione delle novità.

Leggere come parte integrante della vita, della quotidianità. Intorno ai 4/5 anni i bambini saranno maggiormente coinvolti da letture più lunghe con anche sfumature ironiche, chiederanno delucidazioni sulle motivazioni di un comportamento o il perché di una situazione, si avvarranno delle storie per ritrovare pezzetti della loro quotidianità e si immedesimeranno facilmente nei panni dei protagonisti. La storia uscirà dal libro: inizieranno a raccontare le trame lette, a memorizzare frasi, a distinguere cosa li riguarda da cosa è pura fantasia, a esprimere i propri desiderata su nuove letture.

 

Ogni età ha una sua peculiarità, ma è bello scoprire anche attraverso i libri le peculiarità e grandiosità dei caratteri e delle personalità dei propri figli soprattutto quando se ne hanno due di età diverse appollaiati al proprio fianco incantati da ciò che state raccontando che mettono in luce sfumature della storia differenti.

Spero di avervi fatto venire voglia di andare con i vostri piccoli a comprare un libro da portare in valigia J

 

P.s. qualche curiosità che ci riguarda:

– Io preferisco scegliere libri che non si intreccino con il mondo della televisione per tenere distinti i due momenti di relax.

– Mi piace che la libreria dei miei bimbi sia ricca di titoli slegati dalla moda estemporanea del cartone animato (per intenderci Peppa Pig, Paw Patrol e via dicendo) anche se possediamo gelosamente qualche titolo e non ci facciamo mancare le storie della Walt Disney.

– Vado matta per case editrici come La Coccinella, Babalibri, Fatatrac, Terre di Mezzo, Lapis, Usborne, Nord-sud, la Margherita edizioni.

– E in ultimo…se vogliamo che la lettura rappresenti un momento importante per i nostri figli, non facciamola mancare nelle nostre abitudini, si sa i figli apprendono anche per imitazione J