Il totoscommesse delle somiglianze
Nel primo periodo la smania di trovare tratti in comune coincide con il bisogno di appartenenza

Dopo nove lunghi mesi di attese, di proiezioni, di sogni finalmente una mamma conosce il proprio bambino. Inizia ad osservarlo, a toccarlo, ad annusarlo, a conoscerlo e ad amarlo indipendentemente da come sia. Ma se si allarga il focus ci si accorgerà che lo scenario include altri soggetti: il papà, i nonni, gli amici, i parenti, il personale dell’ospedale. Tutti con occhi e sentimenti differenti…ed è lì che inizia l’inesorabile totoscommesse sulle somiglianze che non cesserà facilmente.

Ma cosa si cela dietro “è tutto la mamma”, “guarda ha fatto una smorfia che è proprio del papà”, “ha un neo che aveva anche il prozio di tua nonna”?

Nel primo periodo questa smania di trovare tratti in comune con le famiglie d’origine coincide con il bisogno di appartenenza.

Per i genitori è un modo di avvicinarsi al proprio bambino, trovando scorciatoie che gli permettano di includerlo mentalmente e velocemente nel proprio nucleo familiare e di avere una prova tangibile (e rassicurante) che il proprio DNA sia presente e manifesto.

Per gli altri parenti trovare somiglianze è come individuare un fil rouge intrafamiliare, diramazioni che raccontano di storie e aneddoti passati, un pezzetto di eredità genetica, e non solo, di cui il bambino si fa carico.

Bisogna porre anche delle altre attenzioni. Infatti se per alcuni il gioco di “indovina chi” può sembrare divertente, per un genitore, soprattutto per una mamma, il cui equilibrio ormonale, psicologico, emotivo e fisico non ha trovato ancora la sua dimensione può rivelarsi doloroso e devastante. Si potrebbe sentire tagliata fuori, non inclusa in una fase delicata e importante come quella iniziale dell’instaurare una relazione con il proprio piccolino.

Inoltre, il desiderio di individuare similarità può caricarsi di aspettative di comportamenti e temperamenti. Somiglianza può voler dire omogeneità, non peculiarità e soprattutto carico di responsabilità, attendersi che uno funzioni così.

Se sei tutta la mamma sarai inevitabilmente testarda, tenace, emotiva come lei e così la personalità del bambino potrà essere l’ombra di quella di qualcun altro, le sue azioni, le sue conquiste, le sue tappe saranno paragonate e assimilate a quelle di qualcun altro con il grande rischio di non vedere più il bambino nella sua unicità.

Per cui, quando un bambino è appena nato, prima di tentare di individuare a chi può assomigliare, mordetevi la lingua, aspettate un secondo e rispettate la mamma, il bambino e la loro relazione perché loro sono speciali nella loro unicità, che è irripetibile e non paragonabile a nessun’altra!

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