Mammamedico: gli ossiuri
Rispondo ad alcune domande su una patologia di cui spesso si evita di parlare per il senso di “fastidio” che ne deriva

Sono mammamedico, ovvero una mamma che fa il medico. Faccio il mio lavoro con passione, ma tolto il camice, a casa sono solo Mary, moglie di papàchef, cuoco mancato e mamma di supernano di 10 anni e di microba di 6. E’ grazie a loro che la rete di amicizie e conoscenze si è moltiplicata: mamme della scuola, mamme del parco, mamme delle attività sportive a cui tentavo di tenere nascosta la mia professione, ma una volta “smascherata” sono iniziate le richieste di informazioni e consulenze. Mi sono resa subito conto che le mamme sono lasciate sole con i loro dubbi, le loro paure, le loro domande. Ho pensato di colmare questi “buchi neri” con il mio blog in cui cerco di dare delle risposte, dalle domande più semplici fino alle patologie più serie. Non sono una pediatra, a volte mi affido alle mie nozioni di medicina generale, a volte al buon senso, a volte mi documento, ma tento sempre di dare risposte. E dalla costola del blog è poi nata la mia app “SOSMEDICO”, una fonte di informazioni sulle più comuni patologie, i traumi i morsi di animali sia in ambito pediatrico che per gli adulti. Chiaramente le informazioni presenti sia sul blog che sulla app non sono un consulto medico e non sostituiscono in nessun caso consulti, visite e diagnosi.

E ora rispondo ad alcune domande su una patologia di cui spesso si evita di parlare per il senso di “fastidio” che ne deriva: gli ossiuri, ovvero i vermi.

Cosa sono gli ossiuri?
Gli ossiuri sono vermi responsabili della più comune parassitosi intestinale umana dovuta all’Oxyuris Vermicularis, un verme piccolo bianco, molto mobile e filiforme le cui uova maturano nelle aree anale e perineale mentre nelle bambine si possono trovare anche nella zona vulvare, tra le piccole e grandi labbra. L’ossiuriasi è diffusissima nei bambini a tutte le età; la frequenza nei lattanti può arrivare al 40-70%. Il prurito è il segno rivelatore della presenza di ossiuri. Insorge soprattutto di notte, causato proprio dalla migrazione notturna dei parassiti. In seguito al trattamento, nella zona interessata potrebbe formarsi un eczema o un’infezione batterica. Nelle bambine si potrebbe avere un’infezione vaginale caratterizzata da perdite. Può essere possibile vederli a occhio nudo nelle feci. Al prurito anale si possono aggiungere altri sintomi come manifestazioni allergiche (orticaria, eczemi, eritemi), disturbi gastroenterici (nausea, vomito, dolori addominali, irregolarità dell’alvo) e anche perdita di peso.

Come si prendono?
L’infestazione da ossiuri è molto diffusa e bambini e adulti si infestano ingerendo le microscopiche uova del verme. Queste uova, dopo essersi dischiuse nell’intestino, danno origine in circa 1 mese al verme adulto, la cui femmina depone le uova a livello dell’orifizio anale. È importante precisare che le persone che contraggono questa parassitosi non sono sporche: si può prendere l’enterobio indipendentemente da quante volte ci si lava.

Come si debellano?
Se il giorno successivo all’assunzione del medicinale ci fossero ancora, cosa bisogna fare? Una volta finita la cura, è possibile che si ripresentino? La terapia  prevede una singola somministrazione di un farmaco per un solo giorno. Prima di iniziarla però è sempre necessario consultarsi con il proprio pediatra di fiducia. I farmaci più comunemente utilizzati sono:  Vermox sospensione (principio attivo: mebendazolo): somministrare al bambino 5 ml (pari a 100 mg) di sciroppo in dose unica; Combantrin (principio attivo: pirantel pamoato): disponibile sia in forma di sciroppo che di compresse, il dosaggio andrà regolato in base al peso del bambino (10 mg/kg), in dose unica; Zentel compresse 400 mg: mezza compressa fino ai 2 anni, 1 compressa intera dopo i 2 anni in dose unica.  Qualsiasi farmaco si decida di utilizzare, la somministrazione va ripetuta SEMPRE dopo 2 settimane perché i farmaci sono attivi solo sui vermi e non sulle uova. Se non si ripete la somministrazione del farmaco le uova che nel frattempo si schiuderanno causeranno una re-infezione.  E’ inoltre necessario far praticare contemporaneamente la terapia (sia la dose iniziale, sia la somministrazione dopo 2 settimane) a tutti i componenti della famiglia e, se il bambino frequenta un nido o una scuola, a tutti i compagni del bambino affetto. Una delle cause più comuni della persistenza degli ossiuri è infatti la continua trasmissione delle uova da parte di altri bambini, soprattutto in ambito scolastico. Sebbene i farmaci vermifughi siano molto efficaci il prurito può durare fino ad una settimana dopo l’assunzione, in questi casi è possibile associare una crema per alleviare il prurito. La biancheria, pigiami compresi e del letto deve essere rimossa e lavata in lavatrice (a 60°C). L’uso degli asciugamani deve essere strettamente personale fino alla seconda somministrazione del farmaco.

Ci sono delle accortezze per prevenirne il contatto?

  • Lavare le mani dopo essere andati in bagno, dopo aver giocato fuori, e prima di mangiare
  • Fare la doccia o il bagno e cambiare l’intimo ogni giorno
  • Tenere corte e ben pulite le unghie dei bambini
  • Non grattarsi intorno al sederino
  • Non mangiarsi le unghie

Esistono dei rimedi naturali?
Premesso che il farmaco specifico va preso e fatto assumere ai famigliari, sembra che alcuni prodotti possano combattere i vermi: Aglio: dal potere antinfiammatorio e antibatterico; Finocchio e malva: favoriscono le naturali capacità dell’intestino di espellere gli ospiti indesiderati: il finocchio riduce il gonfiore e regolarizza la peristalsi, mentre la malva, oltre a proteggere le mucose e ridurre l’infiammazione, può avere un blando effetto lassativo; Camomilla e calendula possono ridurre il prurito esterno tamponando un batuffolo o un panno in un impacco freddo da applicare sulla zona. L’operazione si ripete al bisogno e può essere utile dopo la defecazione.

L’alimentazione può aiutare a ridurre o addirittura prevenirne la “contaminazione”?
Non bisogna variare troppo la propria alimentazione durante la parassitosi, tuttavia, sembra che la riduzione degli zuccheri (necessari alle attività degli ossiuri) e l’assunzione di probiotici possano essere di valido aiuto al trattamento. I cibi ricchi di probiotici, come lo yogurt, stimolano la crescita della flora batterica del tratto intestinale, creando un ambiente sgradevole per gli ossiuri.

Come spiegarlo ai bambini?
Con tranquillità e senza vergogna. I bambini sono il nostro specchio. Se siamo tranquilli noi, non usiamo termini di circostanza né siamo titubanti, loro, come per ogni cosa, vivono serenamente.

Dopo quanti giorni reinserirli a scuola?
Si può tornare a scuola già il giorno dopo aver effettuato la terapia. L’importante, come scritto in precedenza, è ripeterla dopo due settimane e avvertire gli altri genitori e i dirigenti scolastici della malattia. La scuola, se lo riterrà opportuno, potrà anche avvertire l’ASL di appartenenza per praticare una sanificazione degli ambienti.

Come “educare” la comunità, visto che spesso non viene comunicata alle scuola la loro presenza da parte dei genitori per vergogna?
Dando il buon esempio. Un genitore che avverte la classe per patologie di interesse comune e potenzialmente causa di epidemia, diventa un modello da seguire.

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