La paura del dottore

Sono figlia di un medico e di una farmacista, dovrei avere una certa familiarità con la “salute”, ma invece ho un’avversione verso gli ospedali (l’odore mi infastidisce) e sono un’ipocondriaca. I miei figli essendo spettatori e protagonisti della mia vita hanno dovuto relazionarsi con le mie nevrosi, alle volte facendole loro (sob!).

Cerco, per quanto mi è possibile, ogni volta che vado da un medico di fare domande in loro presenza così da renderli partecipi e da fargli comprendere cosa accadrà. Ho trovato quasi sempre medici comprensivi e disposti a spiegare con un linguaggio semplice tutto. Questo mi ha permesso di rendere i dottori non ostili ai loro occhi, pur rimanendo tesi e impauriti da ciò che accadrà durante le visite. I miei figli non hanno paura del dottore, ma di ciò che eventualmente lui può fare, del dolore e delle pratiche che metterà in atto.

Molti bambini, invece, temono il dottore in quanto figura e persona. Per questo ho deciso di scrivere una sorta di lista di cose da fare per affrontare questo problema.

  • Innanzitutto, bisogna, come sempre, mettersi nei panni dei bambini per comprenderne fino in fondo le loro posizioni. Non è poi così surreale e incomprensibile la loro paura se si pensa al medico come un estraneo che “invade” la loro sfera e intimità corporea, che è in grado di fare male dovendo toccare punti dolenti, che alle volta li allontana da mamma e papà, che si avvale di strumenti non sempre piacevoli (tampone, stetoscopio, abbassalingua) e che rappresenta un’incognita perché non si sa mai prevedere cosa farà. Voi al loro posto come vi sentireste?
  • Dimostrate ai bambini che è legittimo avere paura, ma che è normale: li farà sentire più capiti e meno stravaganti. Mai, per cui, banalizzare o sminuire i loro timori.
  • È necessario presentare il medico per quello che è: una persona che ha studiato per far star bene gli altri, un risolutore di problemi, un alleato che vuole trovare una risposta e una cura ad un nostro malessere o che vuole monitorare la loro crescita. “Il dottore vuole solo che tu stia meglio, forse fa qualcosa che a te non piace, ma non vuole farti male perché è cattivo, gli serve solo per capire quale cura è migliore”
  • Involontariamente quando parliamo delle visite inculchiamo messaggi confondenti. Bisogna porre attenzione a frasi come “se vai dal pediatra ti compro un regalo” (piuttosto compratelo ma senza anticiparglielo), “non ti preoccupare che sarò lì’ con te e non succederà nulla” (solo stando lì’ con lui gli comunicate questo, è inutile dirglielo perché può farsi castelli in aria sul dolore e oltretutto qualcosa succederà)
  • Evitate ricatti e minacce e frasi surreali e confondenti, sono fuori luogo “se non fai il bravo ti mando dal dottore”, “se continui così ti faccio fare una puntura”
  • Dimostratevi sereni e tranquilli anche se preoccupati. Come può nostro figlio pensare che l’ambiente sia favorevole e amico se sente e percepisce la nostra paura e irrequietezza?
  • Non bisogna mai mentire: se è più facile pensare che edulcorare la realtà possa facilitare le cose è un’illusione che eventualmente funziona la prima volta, ma che porta un segno indelebile. Il rischio è che i vostri figli non si fidino più di voi. Vale la pena dire anticipare tutto quello che accadrà, dicendo loro che è possibile che il medico farà male, ma che poi finirà, che tutto viene fatto per il suo bene.
  • Spiegare le cose per quanto vi è possibile aiuterà i bambini a prefigurarsi i vari passaggi e a pensare a quali soluzioni trovare (problem solving). Usate un linguaggio semplice, adeguato, con riferimenti a dettagli della quotidianità, per es. “ ti metterà diversi anellini intorno al dente per capirne la misura. Ogni dente ha una sua misura. Come la fede della mamma è stata scelta sulla base della grandezza del suo dito. Non è grande come quello di papà”
  • Preparate il bambino alla visita con un paio di giorni di anticipo: questo lo aiuterà ad essere pronto senza eccessive tensioni, ansie e sensazioni di allerta.
  • Introducete la figura del dottore nella vostra quotidianità: giochi di ruolo con valigetta degli strumenti e peluche o noi stessi come pazienti, libri sull’argomento, aneddoti nostri che gli inculchino serenità (non episodi “macabri” o “dolorosi”) accompagnati da frasi come “avevo paura, ma poi una volta finita la visita ho capito che era più grande di quanto non sia successo”.

I dottori sono realmente un aiuto fondamentale e indispensabile nella vita di chiunque, è controproducente averne paura.

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