La resilienza: un’alleata preziosa nei momenti di crisi

Mai come in questo periodo in cui siamo immersi, sommersi e in balia di un turbinio di emozioni che sollecitano e solleticano l’ansia e la paura, sarebbe opportuno appellarsi alla resilienza.


Con resilienza, in ambito psicologico, si intende quella capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di trovare delle opportunità e dei “vantaggi” in una situazione di malessere o disagio, di ricostruirsi davanti a situazioni avverse.

Una persona resiliente non è solo un instancabile ottimista, ma è colui che riesce a mantenere la lucidità nell’affrontare un momento difficile, senza viverlo come una minaccia bensì come un’opportunità.

In questi giorni in cui tutte le nostre certezze stanno venendo meno, in cui i nostri stili di vita hanno subito un significativo cambiamento, in cui siamo obbligati a metterci in pausa e in cui è complicato trovare qualcosa di “positivo” a fronte delle fatiche “emotive” ed identitarie che ne conseguono, essere resilienti sarebbe il punto di svolta.
Questo non significa non dover essere preoccupati o sottovalutare il problema e l’emergenza che siamo portati a vivere quotidianamente: i casi, i dati, le informazioni sono indiscutibili, oggettive, sconcertanti, tragicamente reali, insindacabili.
Ma significa scegliere come vivere e approcciarsi a questo evento che ha mandato in tilt tutti i nostri punti certi e ha scombussolato gli equilibri individuali e familiari.
Come fare? Toglietevi dalla testa che sia un processo immediato. La resilienza è un modus cogitandi et operandi che ha bisogno di impegno e allenamento per diventare automatico.

  • Innanzitutto, bisogna tentare di spazzar via ogni pur minimo velo di pessimismo.
  • Poi è indispensabile riuscire a riconoscere le emozioni attivate per poterle gestire e tenere a bada onde evitare che “inquinino” e vanifichino il nostro impegno e cambiamento.
  • Il passo successivo è “fotografarsi” simbolicamente per individuare le proprie caratteristiche per comprendere quali di queste vengano amplificate o limitate significativamente dalla situazione contingente.
  • Poi bisognerebbe focalizzarsi su ogni caratteristica individuata e comprendere quali ripercussioni negative potrebbero incorrere o amplificarsi es. una persona di per se’ poco tollerante e paziente esce stremata dai continui contenziosi trbambini, una persona attenta alla forma fisica potrebbe patire la sedentarietà del momento.
  • Infine, per ciascuna voce trovare un nuovo risvolto, in chiave positiva, quali per es. il tempo e la felicità di stare con i propri figli godendo della semplicità, che di solito viene a mancare perché risucchiata da una gerarchia di priorità, che come si è visto si sono tutte ridimensionate.

Per concludere, ripetersi che tutto ciò è estemporaneo e transitorio, non infinito o duraturo, aiuta a lasciare i pensieri meno offuscati, più lucidi e nitidi e ci permette di comprendere cosa di questo momento ci mancherà di più quando tutto tornerà come prima (o quasi).

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