Il "Corona Game"

In questi giorni atipici in cui anche se tentiamo di tenere l’argomento arginato il più possibile per il bene dei più piccoli di casa, è inevitabile sentire la parola Coronavirus qua e là, così come è impossibile non notare gli sguardi e i toni emotivi mutare negli adulti.

Ai bimbi, e ancor più ai miei figli, tento di insegnare quanto sia importante quando si prova un’emozione, pur intensa e dolorosa che sia, non rifuggirla, negarla o ignorarla, bensì guardarla, sostarci e conoscerla per poi poterla affrontare e accettare. È da questo punto di partenza che è nata la creazione del “Corona Game”.

Questa mattina nella definizione dell’organizzazione della giornata ci siamo ingegnati su quale attività potessimo fare ed è così che è abbiamo deciso di avvicinarci noi in modo giocoso al Coronavirus, non per deriderlo, sminuirlo o banalizzarne la sua nocività, ma per poterlo rendere più affrontabile e gestibile ed abbassare così il portato di angoscia che traghetta con lui.

Lo abbiamo invitato al tavolo di gioco per averne meno paura, visto che abbiamo messo in atto le uniche strategie in nostro possesso che sono quelle di rimanere a casa e non avere contatti con nessuno, se non per via virtuale, ci pareva doveroso “guardarlo” così.

È stato un lavoro di squadra, ma la mente, l’ideatore è stato mio figlio più grande, un bimbo di 7 anni che non smette di stupirmi mai.

È stato lui a pensare ad un dado su cui disegnare un’attività da fare per ciascuna faccia.

È stato lui a definire le regole del gioco e a capire la vera natura e potenzialità di questo momento storico: l’obiettivo del gioco, infatti, non è trovare un vincitore, ma è partecipare, è giovare dello stare insieme ridendo e scherzando.

È stato lui a dire una volta testato il gioco “grazie perché senza la collaborazione di tutti non sarei riuscito a crearlo”.

È stato lui il primo a lanciare il dado e ad essere soddisfatto di quanto ideato.

 

Ma entriamo nel merito del “Corona game”:

  • è adatto dai 3 ai 99 anni

  • possono giocare dai 2 ai 19 giocatori ( non chiedetemi perché)

  • lo scopo principale è divertirsi

  • la fine del gioco è la colorazione totale del Coronavirus

  • Ogni giocatore lancia il dado e fa quanto c’è raffigurato:

  • Ballo: ognuno inventa un passo di danza e gli altri lo imitano

  • Canto: si deve indovinare la canzone che ciascuno sceglie e inizia a intonare

  • Mimo: si deve scoprire cosa o chi sta mimando l’altro

  • Disegno o dido’: si deve decifrare cosa raffiguri quello che l’altro sta disegnando o riproducendo con il dido’

  • Decidi due cose: liberamente si possono scegliere due attività tra quelle delle altre facciate del dado

  • Coronavirus: si deve colorare il più fedelmente possibile un pezzetto di virus.

La realizzazione è molto semplice:

  • fare un dado di carta (su internet ci sono esempi pratici o basta ricorrere a reminiscenze dell’infanzia) o ricoprirne uno che si possiede già.

  • Nel primo caso si ha la possibilità di ricorrere all’infografica in modo immediato, nel secondo vista la grandezza media di ciascun lato del dado si potrebbe optare per un’indicazione cromatica con a lato una legenda per ricordarsi ogni colore a quale attività è associato.

  • Una volta pensato alle attività è il momento di colorare e disegnare ogni faccia del dado.

  • Su un foglio a parte disegnare la sagoma del coronavirus da poter colorare

E ora che si lanci il dado e inizi il divertimento

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