Il pensiero magico

In questo strano periodo in cui tutto è incerto, in cui si vive sospesi, in cui ci si affida insicuri alla sorte, alle volte ci si aggrappa a qualsiasi segnale che possa essere di buon auspicio: c’è chi vede il cigno sui Navigli e si ricorda di passi importanti, chi come me ritrova in una delle mille scatole un cimelio del passato, un portafortuna che mi accompagnava agli esami dell’università, che come tanti altri oggetti in casa mia non era al suo posto, ma che è spuntato magicamente nella giornata giusta.

Quel portafortuna mi ha regalato un piccolo sollievo, una speranza aleatoria e mi ha fatto tornare in mente quanto dovremmo ricordarci delle potenzialità dei bambini per affrontare questo momento così instabile.

Noi adulti per leggere la realtà ci avvaliamo del pensiero razionale, che rende logico, comprensibile, prevedibile e affrontabile (potenzialmente) qualsiasi evento. I bambini dai 2 ai 7 anni, invece, non hanno questa opportunità, il loro modo di relazionarsi è ancora egocentrico ed egoriferito, stanno imparando gradualmente a separare sé da ciò che è al di fuori da sé e attribuiscono a se stesso in tutto ciò che avviene: per i bambini di questa fascia d’età il mondo è sconosciuto, gli eventi accadono per caso, e per poter affrontare tutto pensano, vivono, conoscono e interpretano utilizzando il pensiero magico, che agli occhi degli adulti appare così buffo e incomprensibile, alle volte eccessivamente fantasioso e potenzialmente preoccupante se visto come precursore di comportamenti ossessivi, ma per loro altro non è che uno strumento fantastico da utilizzare per rendere la realtà più vicina, più comprensibile, denominandola e concependola in modi diversi.

Per comprendere cosa si intende per pensiero magico, basti pensare all’attraversamento della strada andando solo sulle strisce bianche, ai dialoghi fatti con la fotocellula delle porte automatiche, al bacio prima di lanciare il dado, alle conversazioni con i peluche.

Il pensiero magico risulta essenziale per gestire l’ansia che può generare l’ignoto, rendendo la realtà più comprensibile e controllabile, per questo in questo momento avrebbe per noi adulti un effetto rassicurante perché ha moltissime funzioni

  1. È una difesa: la paura di ciò che è sconosciuto può ridimensionarsi grazie alla formulazione di spiegazioni per loro comprensibili, per esempio fare un disegno di qualcosa che spaventa e farlo mangiare ad un pupazzo può aiutare ad allentare le tensioni;

2. È propiziatorio: la speranza di modificare il corso degli eventi in base ai propri desideri è rasserenante e rende tutto più fattibile e affrontabile, per esempio incoraggiare un legnetto ad andare lontano e veloce prima di farlo rincorrere dal cane li permette di esporsi e provarsi in molte situazioni;

3. È una forma di conoscenza: aiuta a creare una mappa mentale degli spazi per muoversi in sicurezza, per esempio contare le mattonelle di una stanza, rendendo più prevedibili e gestibili le dimensioni e i movimenti all’interno di una stanza.

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