La seconda (terza...quarta..) vita dei quadri

A noi piace moltissimo dipingere e tentiamo di farlo con più tecniche e materiali possibili per trovare il nostro stile.

Ci piace farlo su fogli, ma anche su tele. Se i primi viene facile selezionarli e accumularli, le seconde sono un po’ più complesse e con un marito che disdegna i mille buchi alle pareti dobbiamo fare una bella cernita. Per questo ciclicamente i nostri quadri, quelli a cui siamo meno affezionati, vengono riciclati, riutilizzati. Come? Basta una bella mano di bianco o di un altro colore e il gioco è fatto.

Nell’ottica del riciclo, al posto che buttare i disegni fatti con il ghiaccio colorato, ho preferito farne delle strisce di carta colorata. Alcuni pezzi li ho lasciati in una busta, altri, invece, ci sono tornati utili per far vita ad un nuovo quadro.

 

Ho deciso di delineare le sagome delle iniziali del nome dei miei bimbi sulle tele.

Ho dato loro le strisce colorate, colla vinilica e pennelli e gli ho detto che potevano utilizzarle come meglio avrebbero creduto, voluto, sentito: si sono fatti così guidare dall’istinto e il loro carattere l’ho riconosciuto dal quadro finito.

Edo ha deciso di fare di testa propria, di uscire dagli schemi ma senza troppi stravolgimenti o botte di testa, ha raggiunto il risultato che voleva optando per una strada veloce, è riuscito a distinguersi dando voce alla sua idea e il risultato è stato un quadro diverso da come lo avevamo pensato. Viola si è attenuta al consiglio che mi aveva chiesto, ha incollato con cura e dovizia ogni particolare, silenziosamente e il risultato è stato un bagno di colore travolgente di emozioni impossibile da non notare.

È proprio vero che l’arte in ogni sua forma è il modo per esprimere se’ e le proprie sfumature.

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