Semi, semini e farine

Pensiamo al cibo e ci viene subito in mente il gusto, ma quando si parla di alimenti vengono chiamati in causa anche tutti gli altri sensi: il tatto, l’udito, l’olfatto e la vista hanno un ruolo di supporto fondamentale nel filtrare e invogliare all’assaggio.

Per verificarlo ci siamo dilettanti con esperimenti di vario genere orientandoci verso tutto ciò che fosse secco.

Ho selezionato con cura farine e semi di ogni genere, da quelli più comuni come la farina di mais, lo zucchero e il sale, le lenticchie o il cacao, a quelli meno diffusi, ma comunque potenzialmente presenti in casa, come il ginseng, la farina di mandorle o i chicchi di caffè, a quelli più improbabili, quali la farina di quinoa o i semi di finocchio.

E così ho dato via al processo di conoscenza “multiplo” :

  • innanzitutto, ho posizionato ogni “ingrediente” in una ciotolina a se’ e ho lasciato che i bambini si facessero guidare dalla curiosità e che esaminassero liberamente ciascuno di essi con il senso che più privilegiavano;
  • Mi sono soffermata con loro sulle diverse caratteristiche di ciascun elemento e alimento: la corposita’, il colore, la consistenza, la temperatura, la dimensione, la forma, il suono, la ruvidezza o la liscezza, la durezza o morbidezza.

  • Ho dato un nome a ciascun ingrediente, ho spiegato loro cosa fossero i legumi, cosa fosse il grano e il riso e gli altri cereali, ho fatto paragoni concreti basandomi su prove tangibili perché i bimbi comprendono solo se esperiscono, ovvero se fanno e provano in prima persona. Ho fatto toccare due ingredienti alla volta, uno per mano, per capirne le differenze e coglierne le peculiarità;

  • Poi abbiamo fatto il gioco del riconoscimento bendati, il cui scopo era indossare una mascherina e indovinare l’ingrediente avvalendosi del tatto, l’udito e l’olfatto. Abbiamo partecipato tutti perché solo con il coinvolgimento in prima persona degli adulti, i bambini si sentono tranquilli di esplorare e sperimentare soprattutto ad occhi chiusi.

  • Infine, abbiamo deciso di trasformare i vari semi e farine in colori e così abbiamo fatto un autoritratto con tutto ciò che avevamo a disposizione e per la prima volta ci siamo visti “saporiti”.

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