Ciao 2020, anno di duro e violento insegnamento.

Il 2020 lo abbiamo sentito sulla nostra pelle, è stato intenso, è stato “istruttivo” e spesso ne si sono pagate le conseguenze in prima persona.

Io volgo lo sguardo ai bambini e ai ragazzi, non posso fare altrimenti, e penso che saranno molti gli strascichi che si porteranno dietro...inevitabilmente.

Hanno sperimentato i controsensi umani, hanno dovuto cambiare i loro stili di vita, le loro priorità, si sono dovuti adattare continuamente senza poter fare nulla.

Penso alla trascuratezza subita, quella in cui mamma e papà pensano per forza prima al lavoro anche se tu sei a casa con loro, quella dello stato che ti nega i tuoi diritti, quella della scuola che rivede i valori della socialità per fornire solo nozioni, come se l’educazione fosse solo imparare concetti, teorie e sistemi, quello dello sguardo degli altri che sono arrabbiati, impotenti, distrutti, straziati e che faticano a guardarti come fonte di benessere e come un essere umano pieno di emozioni. 

 

Penso che la condivisione, la fiducia, la libertà siano state compromesse, quella di potersi avvicinare all’altro e abbracciarlo, quella di poter aiutare gli altri senza il timore che possano farti del male in qualche modo, quella di prestare e ricevere, quella di muoversi liberamente ed esplorare, quella di curiosare per imparare, quella di non sottostare sempre a limiti e regole che fino all’anno prima non si sapeva esistessero.

 

Penso che la paura e l’ansia se represse e non espresse possano essere deleterie, quelle che non ti permettono di uscire di casa perché temi di infrangere qualche regola senza volerlo, quelle che non trovi altro senso perché quello a cui davi importanza, per esempio “far niente” con gli amici, è sempre sotto i riflettori e potenzialmente contestabile o “sanzionabile”, quelle che ti danno l’illusione o la percezione che tutto sia fuori controllo e che nella sua imprevedibilità possano fare di te il responsabile di qualcosa di importante, la vita altrui. 

 

Mi porto dietro tante dubbi, perplessità e pensieri e così faccio un invito a tutti per il 2021, che mi raccomando non vuole essere un monito o un ulteriore pensiero angosciante sopratutto quando si ha lo sguardo pieno di aspettative volto al nuovo anno. 

Vuole essere un atto di amore profondo, una riflessione doverosa perché se ci si scrolla di dosso la polvere di quest’anno chiudendo gli occhi come se non fosse accaduto nulla, nulla si imparerà e soprattutto non si vedranno i segni e le ferite impresse nell’anima dei nostri figli.

 

Se i bimbi e i ragazzi non vengono accolti per tempo e ascoltati attivamente, potremo avere adulti insicuri, con bassa autostima e valore di se’, depressi, fobici, ossessivi, chiusi in se stessi, diffidenti, ansiosi e così via.

 

Recuperiamo quello che il 2020 ha voluto trasmetterci con fin troppa violenza, ovvero il valore dell’essere umano, della sua unicità e potenza. 

Facciamo i genitori, volgiamo lo sguardo verso i nostri figli, mettiamoci nei loro panni, tentiamo di sentire realmente cosa loro provano e vogliono comunicare, ascoltiamoli senza distrazioni e porgiamogli una mano o ancor meglio un abbraccio sincero facendogli capire quanto realmente valgono, come figli ma soprattutto come persone. 

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