Nella difficoltà del momento puntiamo sulle emozioni: eMotivaMenti

Gli ultimi giorni hanno ricatapultato tutti genitori in quel frullatore da qui ci si illudeva di essere usciti, ritrovandoci (e mi ci metto anche io) a dover fare i conti sia con l’aspetto organizzativo che con quello emotivo nostro e dei nostri figli. 

Moltissime le domande che popolano e affollano la nostra mente soprattutto sugli effetti a breve e lungo termine che questo nuovo blocco potrebbe avere sui nostri figli. Come fare?

I nostri bambini sono importanti: ricordiamoglielo quante più volte possibile, non facciamogli passare questa condizione come un piano B, evitiamo che accusino un senso di svalutazione e trascuratezza dato dal nostro sguardo non sempre rivolto verso di loro e/o impegnato altrove.

Quando ci parlano, per quanto possibile, guardiamoli e ascoltiamo bene, quando vogliono stare vicino a noi troviamogli un’attività che possano fare in prossimità della nostra postazione, tentiamo di non riversare su di loro nervosismi e frustrazioni di cui non sono colpevoli, evitiamo che il loro valore possa esser associato al loro comportamento e al risultato, ancor più scolastico, responsabilizziamoli senza eccedere in richieste, scendiamo a compromessi ascoltando le loro esigenze e ricordandoci i loro bisogni: insomma continuiamo a guardarli per quello che sono e per la loro unicità, evitiamo che possano percepirsi come un peso, né gioverà la loro stima e la nostra relazione.

Ogni volta che il senso di colpa o il senso di inadeguatezza viene a bussarci alla porta e noi non ci sentiremo all’altezza, proviamo a metterci nei loro panni, chiediamoci come ci sentiremmo se fossimo in loro e troveremo risposte, spesso più facili di quanto non pensiamo. In molti ci ritroviamo in questa situazione complessa e scomoda, nulla ci vieta di spiegarla con un linguaggio adatto alla loro età. 

Sfruttiamo questa situazione come un’opportunità per conoscerci reciprocamente, stando al fianco dei nostri figli, non anticipandoli con il rischio di metterli in ombra, né standogli troppo indietro con la fatica di doverli rincorrere. Parliamo con loro, di loro, di noi. Prendiamo più consapevolezza di quello che siamo e di quello che proviamo, educandoci insieme alle emozioni. 

Evitiamo di recriminarci troppe cose, tentiamo di normalizzare e validare ciò che sentiamo, senza svilirlo, banalizzarlo o negarlo. Ciò che proviamo è insindacabile e inattacabile, evitiamo di esprimere giudizi, chiedendoci eventualmente il motivo che spinge nostro figlio a provare quell’emozione. 

Ricordiamoci l’essenzialità e la funzione delle emozioni e i benefici che da una buona educazione emotiva possiamo trarne tutti, ma soprattutto i nostri figli: 

maggiore consapevolezza di sé, non si sentirà inadeguato per ciò che sente

una buona autostima e fiducia in sé, individuando i propri punti di forza e limiti, rendendo più forti le proprie debolezze

maggior controllo di sé, conoscendo le proprie emozioni si sentirà più sicuro delle proprie capacità nel controllare impulsività e vulnerabilità

maggior empatia, calandosi nei panni dell’altro riuscirà ad instaurare relazioni profonde

ottime abilità sociali, imparando a comunicare il proprio punto di vista e a gestire il conflitto con gli altri e le critiche che gli si muoveranno.

 

È evidente, ancor più in questa situazione, come sia essenziale lavorare su questo aspetto.

Per qualsiasi attività e consiglio ricordatevi la pagina FB eMotivaMenti ( https://m.facebook.com/eMotivaMenti/ ) che ho costruito con una collega il cui fine è proprio la divulgazione dell’educazione emotiva. 

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